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Edizione #027 ·

Record di ricavi, ma quanto resta davvero? Barça, Milano e Francia

Barça in perdita malgrado i ricavi record. Milano vende il nome allo stadio. Ligue 1+ e abbonati.

In sintesi · 3 numeri

  1. Il Bilancio €1,06 mld Ricavi ordinari record del club Leggi ↓
  2. Il Deal €650 mln Valore complessivo riportato, non ufficiale Leggi ↓
  3. La Metrica 1,026 mln Abbonati Ligue 1+ metà settembre 2025 Leggi ↓

Tre storie, una domanda: quando un club o una lega incassa tanto, quanto resta davvero, e a chi? Il Barcellona ha superato il miliardo di ricavi ma ha chiuso la stagione in perdita, e capire perché dice molto su cosa guardare in un bilancio oltre il fatturato.

1Il Bilancio

Barcellona, ricavi record e perdita netta: da dove nasce il rosso

Il Barcellona ha chiuso la stagione 2025/26 con ricavi ordinari per €1,06 miliardi. È il record del club, con 66 milioni in più rispetto al 2024/25, quando i ricavi erano di €994 milioni. I numeri sono nel comunicato con cui il club ha presentato i conti all'assemblea dei soci del 19 settembre 2026. L'assemblea ha approvato i conti con il 91,7% dei voti (609 su 664 votanti), insieme al budget del nuovo anno.

Il risultato, però, non è un utile. Quello ordinario, cioè la gestione di tutti i giorni, è di soli €0,2 milioni. Quello netto, il conto finale dopo le voci straordinarie e le imposte, è una perdita di €18 milioni. Tra i due numeri ci sono 18,2 milioni di voci che non vengono dalla gestione corrente.

La voce principale, secondo quanto riportato, è una svalutazione di circa €23 milioni di Barça Studios, la società che produce i contenuti audiovisivi del club. Altre poste la compensano in parte, per questo il saldo resta a 18,2 milioni. Il club spiega che si tratta di una minore valutazione contabile e non di denaro uscito dalla cassa.

Perché la distinzione conta: i ricavi dicono quanto entra, l'utile ordinario quanto resta dalla gestione di tutti i giorni, il risultato netto quanto resta alla fine, dopo poste che possono non ripetersi. Una svalutazione come questa non è denaro uscito dalla cassa, ma riduce comunque il risultato e il patrimonio. Per questo, leggendo un bilancio, conviene guardare i tre numeri insieme e non fermarsi al fatturato. Per chi segue la Serie A, la differenza tra utile ordinario e netto non è un dettaglio: dice se un club ha un problema di gestione, che si ripete ogni anno, o una voce contabile isolata, che può non ripetersi.

Gli altri numeri del bilancio aiutano a leggere il quadro. Il margine operativo lordo (in inglese EBITDA, il risultato prima di ammortamenti, interessi e imposte) è, secondo il club, di €140 milioni. Il patrimonio netto, invece, è ancora negativo per €168 milioni (era -€153 milioni al 30 giugno 2025), e il club lo collega soprattutto agli interessi sul finanziamento del nuovo Camp Nou.

Il budget 2026/27, approvato dall'assemblea, prevede ricavi per €1,195 miliardi, cioè 135 milioni in più, e un utile netto di €1 milione. Sarebbe un miglioramento di 19 milioni rispetto alla perdita di quest'anno. Il budget, però, è una previsione e non un risultato: lo dirà il prossimo bilancio.

Per il lettore italiano il confronto più vicino è il Milan. Nell'edizione precedente abbiamo visto che il Milan ha chiuso il 2025/26 con ricavi per €464,6 milioni e una perdita di circa 24 milioni, in una stagione senza coppe europee. Il Barcellona incassa più del doppio, ma la domanda che vale per entrambi è la stessa: cosa rimane dopo costi, ammortamenti e voci straordinarie. Per i club italiani che giocano in Europa conta anche il rapporto tra costi della rosa e ricavi, regolato dalla UEFA.

Fonti: FC Barcelona, comunicato assemblea soci, 19/09/2026 (testo letto tramite estratti web: sito non aperto, dominio non abilitato nell'ambiente di lavoro) · UEFA, regole di sostenibilità finanziaria (rapporto costi della rosa/ricavi; nel testo senza percentuale) · Quotidiani e agenzie spagnole, assemblea del 19/09/2026 (svalutazione Barça Studios, conferme indipendenti) · Valore Atteso #026 (bilancio Milan 2025/26)
2Il Deal

Generali Stadium, €650 milioni: cosa cambia per Milan e Inter

Il nuovo stadio di Milano si chiamerà Generali Stadium. Il nome è stato annunciato il 29 ottobre da Milan, Inter e Generali: lo useranno insieme i due club, prenderà il posto di San Siro, avrà circa 71.500 posti e aprirà nella stagione 2031/32, salvo i passaggi autorizzativi ancora da completare. Generali diventa anche partner assicurativo ufficiale di Milan e Inter.

I club non hanno comunicato la cifra del contratto. Secondo quanto riportato, vale €650 milioni complessivi. Durata, quota per ciascun club e costo dell'opera circolano con versioni diverse: le ricostruzioni non coincidono e un dato mancante rende incerto il conto. Per questo non dividiamo i €650 milioni per anno né per club: sarebbe un calcolo costruito su una base incerta.

Il contratto sul nome dello stadio (il naming: l'impianto prende il nome di uno sponsor in cambio di un compenso) è un ricavo vincolato per tutta la sua durata. Per i conti dei due club significa un flusso già definito: chi valuterà Milan e Inter dovrà tenerne conto nelle stime dei ricavi futuri. È una voce più prevedibile dei biglietti o dell'ospitalità, che dipendono dalle partite giocate e dal pubblico, ed è uno dei motivi per cui i club la cercano e gli investitori la guardano con attenzione.

La struttura conta più della cifra. L'Inter fa capo a Oaktree e il Milan a RedBird, due fondi di investimento che possono avere orizzonti e obiettivi diversi. Quando il ricavo è condiviso, ogni scelta diventa una trattativa a due: come si dividono i proventi, chi decide sulle clausole, come si gestisce un rinnovo. Per questo un contratto unico per due club è diverso da due contratti separati.

C'è poi il calendario. Il 2031/32 è l'obiettivo e dipende da autorizzazioni e valutazioni ancora aperte: finché lo stadio non apre, il ricavo del giorno partita non cambia, e per il contratto sul nome conta capire da quando decorre. Per la Serie A il tema è più largo del caso milanese: lo stadio è una delle leve con cui un club prova ad aumentare i ricavi, e il nome venduto è solo una parte del conto.

Fonti: Milan, Inter e Generali, comunicati del 29/10/2026 (annuncio del nome; testi non letti direttamente) · ESPN, 29/10/2026 (valore riportato) · Goal e Inside World Football, 29-30/10/2026 (valore riportato, apertura 2031/32, posti) · Sky Sport e Il Post, 29/10/2026 (calendario e autorizzazioni) · Siti ufficiali di Inter e Milan (proprietà Oaktree e RedBird)
3La Metrica

Ligue 1+ e Serie A: quanti abbonati servirebbero per sostituire i diritti TV

Il canale della lega francese, Ligue 1+, contava 1,026 milioni di abbonati a metà settembre 2025, secondo il dato di LFP Media. È l'ultimo dato ufficiale che abbiamo verificato. La lega aveva indicato un milione di abbonati come obiettivo per la fine della stagione 2025/26 e lo ha raggiunto dopo un mese. Per la stagione 2026/27 il prezzo pieno dell'abbonamento è salito da €14,99 a €19,99 al mese, con impegno di un anno. Chi era già abbonato paga €16,99 al mese.

È l'ultimo tentativo di una serie lunga. Mediapro vinse i diritti nel 2018 per il ciclo 2020-24, ma il contratto saltò a fine 2020. Dal 2021 al 2024 otto partite su dieci a giornata passarono ad Amazon. DAZN arrivò nel 2024 e uscì nel 2025, dopo una sola stagione. Ligue 1+ è nata il 15 agosto 2025, con una promozione a €9,99 al mese per i primi tre mesi.

I soggetti sono tre in pochi anni: un intermediario (Mediapro), un grande operatore (Amazon) e una piattaforma esterna (DAZN). Mediapro non pagò le rate e il contratto fu risolto nel dicembre 2020. Il bando ammette sia la vendita dei diritti esclusivi sia la distribuzione esclusiva della piattaforma Ligue 1+.

Ora la lega riparte. Il consiglio di amministrazione ha approvato il bando il 21 ottobre: le offerte si raccolgono dal 3 novembre al 7 dicembre 2026 per i diritti dal 2027/28 al 2031/32, in un lotto unico. Ogni operatore sceglie una delle due strade. La lega non ha comunicato quanto spera di incassare.

Il confronto per l'Italia parte da una scelta del 2023. L'assemblea della Serie A ha assegnato i diritti nazionali 2024-29 a DAZN e Sky, e ha lasciato da parte l'idea di un canale della lega. La base è di €900 milioni a stagione, di cui circa 700 milioni da DAZN e circa 200 da Sky, con contratti fino al 2029.

Quanti abbonati servirebbero per sostituire quella cifra? Al prezzo pieno di €19,99 al mese, cioè €239,88 all'anno, un canale della lega dovrebbe raccogliere circa 3,75 milioni di abbonati paganti solo per eguagliare i €900 milioni. È circa 3,7 volte il dato di metà settembre 2025. Con il prezzo agevolato di €16,99 (€203,88 all'anno) ne servirebbero circa 4,4 milioni, cioè circa 4,3 volte.

Sono calcoli di ordine di grandezza. Supponiamo che tutti paghino il prezzo indicato, e non teniamo conto di IVA, costi di distribuzione e promozioni. Il prezzo agevolato vale per chi era già abbonato, quindi il numero reale starebbe tra i due casi, a seconda di quanti pagano l'uno o l'altro. Servono per capire la scala del problema, non per prevedere un risultato: un canale diretto può affiancare i diritti venduti a un operatore, e non è detto che debba sostituirli del tutto. Il confronto non dice che un canale di lega sia una scelta sbagliata: dice quanta strada manca e su quali numeri andrebbe misurata.

Fonti: LFP Media, abbonati Ligue 1+ al 14/09/2025 (comunicato del 15/09/2025, riportato dalla stampa di settore) · LFP Media, tariffe 2026/27 (19,99 euro; 16,99 euro per chi era già abbonato) · LFP, annuncio del 21/10/2026 (bando 2027-2032, 3 novembre-7 dicembre, lotto unico), confermato dal revisore su lfp.fr; riportato anche dalla stampa francese · Lega Serie A, assemblea del 23/10/2023 (diritti 2024-29, DAZN e Sky) · Mediapro 2018, Amazon 2021-24, DAZN 2024-25: comunicati LFP e stampa di settore · Calcolo: 900/(19,99 x 12) e 900/(16,99 x 12)
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