Edizione #006 · 2026-06-09

Juventus accumula. Inter ottimizza. Friedkin costruisce. Il Parlamento legifera.

Debiti record e strategie diverse: Juventus accumula, Inter ottimizza, Friedkin costruisce il suo impero.

Il debito aggregato della Serie A tocca quota 4,89 miliardi, con le big italiane a guidare la classifica. Mentre Friedkin costruisce una holding multi-club per valorizzare gli asset immobiliari, un nuovo DDL prova a riformare un sistema che cumula circa 5,5 miliardi di passività complessive. Tre prospettive sullo stesso problema strutturale.

IL BILANCIO
Debito Serie A
4,89 mld €
al 30 giugno 2025
IL DEAL
Stadio Everton
£750-800 mln
costo costruzione
LA METRICA
Debito sistema
5,5 mld €
calcio professionistico
1IL BILANCIO

Serie A a 4,89 miliardi: il debito non smette di crescere

Il calcio italiano è indebitato. Molto. Al 30 giugno 2025 i club di Serie A devono complessivamente 4,89 miliardi di euro alle banche e ai mercati finanziari. Un anno prima erano 4,72 miliardi. In dodici mesi il sistema ha accumulato altri 170 milioni di debito.

La Juventus è il club più esposto: 280 milioni di indebitamento finanziario netto, in aumento rispetto all'anno scorso. Un numero che racconta un modello preciso, si investe, si cresce, si prende a prestito. L'autofinanziamento, per ora, resta un obiettivo lontano.

L'Inter ha scelto una strada diversa. A giugno 2025, Oaktree ha sostituito il bond esistente da 415 milioni con uno nuovo da 350 milioni, scadenza 2030, collocato in private placement presso investitori istituzionali statunitensi.

Il tasso fisso è sceso dal 6,75% al 4,52%, oltre due punti percentuali in meno che dimezzano gli oneri finanziari annui da circa 30 a circa 15 milioni di euro stimati. Due approcci, due filosofie. Juventus accumula debito per crescere. Inter ottimizza quello che ha. In un sistema dove i ricavi salgono ma i margini no, chi gestisce meglio il passivo ha già vinto metà della partita.

Fonti: Relazione Finanziaria Annuale Juventus FC - 30 giugno 2025 ; Comunicato ufficiale FC Internazionale Milano / Oaktree — 26 giugno 2025 ; FIGC Report sul Calcio italiano 2025
2IL DEAL

Pursuit Sports: la holding Friedkin scommette sull'immobiliare

Dan Friedkin ha smesso di essere un proprietario di club. È diventato un gestore di piattaforme. Con il lancio di Pursuit Sports, la holding che riunisce Roma, Everton e Cannes sotto un'unica regia i Friedkin formalizzano una strategia che nel calcio europeo si chiama Multi-Club Ownership, ma che in questo caso ha un motore specifico: l'immobiliare.

La prova concreta è l'Everton. Il club di Liverpool ha aperto la stagione 2025-26 in un nuovo stadio da 52.888 posti a Bramley-Moore Dock, sul lungofiume della Mersey, costato £750-800 milioni. E già a maggio 2025, prima ancora del fischio d'inizio, Friedkin ha chiuso il naming rights con Hill Dickinson, uno studio legale di Liverpool, per circa £10 milioni all'anno.

Un accordo a lungo termine che porta in cassa ricavi fissi, indipendenti da risultati, classifiche e campagne acquisti. È esattamente questo il punto. Uno stadio moderno non è solo un impianto sportivo: è un asset immobiliare che genera flussi di cassa prevedibili. Naming rights, hospitality, eventi, affitti.

Ricavi che un analista può modellare con certezza relativa, e che in sede di valutazione valgono multipli più alti rispetto ai proventi legati alla performance sportiva. Lo stesso schema si replica a Roma, dove il progetto di Pietralata avanza. La holding consente di centralizzare competenze, condividere i costi e replicare il modello su più club contemporaneamente.

Non è un portafoglio sportivo. È una piattaforma di asset reali con il calcio come veicolo di acquisizione.

Fonti: Comunicato ufficiale Everton FC / Hill Dickinson, maggio 2025 ; Comunicato ufficiale Pursuit Sports / The Friedkin Group ; BBC Sport, SportsPro
3LA METRICA

Riforma calcio: nuovi parametri per un sistema da 5,5 miliardi

Il Bilancio di questa edizione racconta il debito dei singoli club Juventus a 280 milioni, Inter che taglia il costo del capitale. Il DDL Marcheschi parte da un numero ancora più grande: quello dell'intero sistema.

5,5 miliardi di indebitamento complessivo, 730 milioni di perdite annue. Una diagnosi condivisa, una risposta normativa che prova a cambiare le regole del gioco. Il DDL, firmato dal senatore di Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi e ancora in fase di iter parlamentare, non è un sussidio pubblico. È una riallocazione di risorse già presenti nel sistema, più alcune nuove. Tre leve concrete.

La prima: il denaro. Dal 2027, ogni euro scommesso sul calcio in Italia genererà un contributo del 2% destinato alla FIGC, circa 224 milioni annui. Metà ai vivai e alle infrastrutture, il resto tra prevenzione della ludopatia, calcio femminile e progetti sociali. Per i club, è una voce di entrata strutturale che non dipende dai risultati sul campo. Una novità significativa per un sistema abituato a contare solo su diritti TV e botteghino.

La seconda: i giovani. Il dato è impietoso: solo l'1,9% dei minuti di Serie A viene giocato da Under 21 italiani selezionabili per la Nazionale. Quarantanovesimi su cinquanta campionati al mondo. Il 67,9% del minutaggio va agli stranieri. La risposta del DDL è diretta: per i calciatori tra 18 e 23 anni cresciuti nei vivai italiani, le aliquote contributive scendono del 30% per i primi cinque anni di carriera. Chi investe nei giovani paga meno. Un incentivo economico concreto, non una dichiarazione d'intenti.

La terza: i diritti TV. Dal 2027-28, almeno il 15% delle risorse audiovisive della Serie A viene redistribuito secondo criteri nuovi: vivai (50%), sostenibilità dei bilanci (30%), utilizzo di italiani (10%), qualità delle infrastrutture (10%). Un ulteriore 5% va ai club con i conti in pareggio da almeno tre anni consecutivi. Per chi legge i club italiani come asset, il messaggio è chiaro: ricavi più prevedibili, costo del lavoro giovanile più competitivo, sostenibilità finanziaria che entra nei criteri di distribuzione.

Il sistema non cambia in una stagione. Ma chi si adatta prima vale di più.

Fonti: Bozza DDL Marcheschi - riforma del calcio italiano, aprile-giugno 2026 ; Sky Sport
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