Il calcio europeo parla sempre più americano
Il Qatar sonda Oaktree per entrare nell'Inter, Relevent riunisce i diritti commerciali di club e nazionali UEFA e il Liverpool firma una maglia da 60 milioni l'anno. Tre storie diverse, con una domanda in comune: quanto vale oggi un pezzo di calcio europeo, e chi è pronto a pagarlo.
Inter in utile per il secondo anno, e il Qatar sonda Oaktree
Il 12 ottobre i soci dell'Inter hanno approvato il bilancio 2025/26: ricavi per 518 milioni di euro e utile netto di 22,7 milioni. È il secondo anno di fila in utile, dopo i 35,4 milioni del 2024/25, ma con ricavi in calo rispetto al record di 567 milioni dell'anno prima.
Per restare in utile con meno incassi, il club ha ridotto i costi di circa 20 milioni, il 4%. Il patrimonio netto, cioè la differenza tra ciò che il club possiede e ciò che deve, è tornato positivo: 10,4 milioni, contro un valore negativo di 12 milioni dodici mesi prima.
Qui entra in gioco Oaktree. Il fondo statunitense controlla l'Inter dal maggio 2024, quando Suning non ha rimborsato il prestito da 275 milioni ricevuto nel 2021, salito con gli interessi a circa 395 milioni: le quote date in garanzia sono passate a Oaktree. Due anni dopo i conti sono in utile: è il tipo di risultato che rende un club più facile da valutare per chi vuole entrare come socio.
E nelle stesse settimane è emerso un possibile nuovo socio. Secondo indiscrezioni della stampa italiana del 15 ottobre, Al Mirqab, il family office di Doha che gestisce il patrimonio dell'ex primo ministro del Qatar Hamad bin Jassim Al Thani, avrebbe sondato Oaktree per una quota di minoranza. I contatti sarebbero solo verbali, senza offerte vincolanti. Oaktree non commenta, Al Mirqab non ha risposto, nessuno ha confermato.
Al Mirqab non va confuso con Qatar Sports Investments, che controlla il Paris Saint-Germain: sono soggetti diversi. Le stime sul valore dell'Inter divergono: circa 1,8 miliardi di dollari per Forbes (valore d'impresa, cioè capitale più debito netto), 1,5 miliardi per CNBC.
Una sola agenzia statunitense per i diritti commerciali di club e nazionali UEFA
Il 13 ottobre l'UEFA ha scelto Relevent, agenzia statunitense, per vendere i diritti commerciali delle sue nazionali dal 2028 al 2036: sponsor, media e licenze di Europei 2032 e 2036, Nations League e qualificazioni europee. Relevent ha battuto CAA Eleven, che svolgeva questo ruolo da oltre un decennio.
Non è la prima volta che Relevent vince con l'UEFA. Dal 2027/28 al 2032/33 venderà già i diritti commerciali di Champions League, Europa League e Conference League al posto di Team Marketing, in carica dal 1992. Quel mandato è stato assegnato da UC3, la società che l'UEFA gestisce insieme all'associazione dei club europei.
Il punto è questo: finora i due pacchetti erano in mani diverse, Team per i club e CAA Eleven per le nazionali. Dal 2028 saranno entrambi di Relevent, con due contratti separati e date diverse. Per l'UEFA significa un interlocutore solo e la possibilità di vendere insieme sponsor di club e di nazionali. Il valore del contratto e la garanzia minima non sono stati resi noti.
Il rovescio si chiama rischio di controparte: se chi vende i diritti per conto dell'UEFA ha un problema, ne risentono club e federazioni insieme. Non ci sono segnali di difficoltà di Relevent: è solo la conseguenza di avere un unico interlocutore.
60 milioni l'anno sulla maglia: per il Liverpool quasi un quinto dei ricavi commerciali
L'8 settembre il Liverpool ha annunciato Turkish Airlines come nuovo sponsor principale di maglia. Il club non ha comunicato la cifra: secondo il Times vale oltre 60 milioni di sterline l'anno, più di 300 milioni in cinque anni.
Il contratto parte il 1° giugno 2027. Oggi sulla maglia c'è ancora Standard Chartered, dopo 17 anni, con un accordo che la stampa stima intorno ai 50 milioni a stagione. Se le cifre sono giuste, l'aumento è del 20%.
Per capire il peso di quei 60 milioni serve un confronto. Nell'ultimo bilancio pubblicato, l'anno chiuso al 31 maggio 2025, i ricavi commerciali del Liverpool (sponsor, merchandising e simili) sono stati di 323 milioni di sterline, su 703 milioni totali. Una sola firma varrebbe quindi quasi un quinto di quella voce: 60 diviso 323 fa circa il 19%. Quella voce include già il contratto attuale con Standard Chartered.
Due cautele. La cifra arriva da una fonte giornalistica, non dal club. E il Liverpool presenta il contratto come il più ricco della storia della Premier League: è la posizione del club, non una classifica ufficiale, e altri accordi, come quello dello United con Snapdragon, sono stimati su livelli simili.
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