L'Aston Villa vende i gioielli, il Chelsea e i contratti lunghi e il prezzo che leggi non è quello vero
Un'estate di record sul mercato inglese, raccontata dai numeri. Chi vende, chi compra, e perché la cifra che fa titolo non è mai quella che finisce davvero in banca.
Aston Villa: come si compra l'Europa vendendo i migliori
L'Aston Villa ha venduto Morgan Rogers al Chelsea per 117 milioni di sterline: mai nessun giocatore britannico era costato così tanto. Poco più di due anni prima il Villa lo aveva preso dal Middlesbrough per una cifra tra gli 8 e i 15 milioni, bonus inclusi. Un valore che, in due anni e mezzo, si è moltiplicato di oltre sette volte.
Ma attenzione: quei 117 milioni non finiscono tutti nelle casse del Villa. Quando lo comprò, il Middlesbrough si tenne il diritto al 20% sulla plusvalenza della rivendita, cioè sul guadagno, non sull'intera cifra. Risultato: 20,3 milioni di sterline spettano al Middlesbrough e non restano al Villa. Il prezzo che leggi non è mai quello che il club incassa davvero.
E Rogers non è l'unico partito. Nella stessa estate il Villa ha lasciato partire anche Youri Tielemans, uscito per una clausola rescissoria, e ha incassato da altre cessioni. Pur avendo fatto qualche acquisto, ha finanziato buona parte del mercato vendendo i suoi pezzi migliori.
Il paradosso è che il Villa è forte: si è qualificato in Champions League. Ma per un club come il Villa una rosa da Champions costa più di quanto la partecipazione porti, e allora vendere bene diventa il modo per far quadrare i conti.
Per chi guarda i numeri, il Villa è il ritratto di un modello sempre più comune: comprare giovani, farli crescere, rivenderli a peso d'oro. Funziona finché c'è chi compra. Il giorno che il mercato si raffredda, resti con una squadra più debole e senza quel tesoretto.
Chelsea: i contratti lunghi che hanno cambiato le regole
Il Chelsea ha comprato Morgan Rogers per 117 milioni di sterline, il giocatore britannico più costoso di sempre, in un'estate in cui ha speso circa 350 milioni di sterline: più di ogni altro club in Premier League.
La domanda vera non è dove trovi i soldi: quelli si pagano davvero, di solito in più anni. È un'altra: come fa a spendere così tanto senza essere punito dalle regole che vietano perdite troppo grandi?
La risposta è nella contabilità. Il costo di un cartellino non pesa tutto nell'anno dell'acquisto: si spalma sulla durata del contratto. Più lungo è il contratto, più sottile è la fetta che finisce ogni anno nei conti. Il Chelsea ha usato molto questa possibilità: ha iniziato a far firmare contratti lunghissimi, a Enzo Fernández addirittura otto anni e mezzo, così da diluire al massimo la spesa e restare dentro i limiti pur comprando a valanga.
Il punto di svolta: questa pratica si è diffusa al punto che le autorità hanno cambiato la regola. Dal 2023 non si può più spalmare il costo oltre cinque anni. Così quei 117 milioni di Rogers, sui conti, valgono circa 23 milioni l'anno.
Per chi legge i conti, la lezione è che i soldi si spendono per davvero: il punto non sta nel pagare meno, ma nel modo in cui la spesa appare a bilancio. E quell'apparenza conta, perché è ciò che decide se un club può continuare a comprare o no. Il Chelsea ha usato questa leva fino in fondo, poi il tetto è stato spostato.
Quando leggi "100 milioni", il club ne incassa molti meno
Quando la notizia dice "venduto per 100 milioni" (prendiamo una cifra tonda come esempio), immagini che tutta quella somma arrivi nelle casse del club. Quasi mai è così. Dal prezzo che fa titolo vanno tolte diverse voci.
La prima è la clausola di rivendita: spesso il club che aveva ceduto prima il giocatore si è tenuto una percentuale sul guadagno della vendita successiva. Sul Rogers, per esempio, il 20% della plusvalenza (20,3 milioni di sterline) spetta al Middlesbrough e non resta all'Aston Villa.
La seconda è il contributo di solidarietà: nei trasferimenti internazionali fino al 5% della cifra viene messo da parte e distribuito a tutte le squadre che hanno cresciuto il giocatore da ragazzo, tra i 12 e i 23 anni.
La terza sono le commissioni degli agenti: chi costruisce l'operazione può pesare parecchio, spesso una fetta a due cifre del valore.
Metti tutto insieme e una vendita che fa titolo per una certa cifra si traduce, per il club che vende, in parecchi milioni in meno davvero incassati.
Per chi guarda i numeri, la lezione è semplice: la cifra che fa notizia è marketing, quello che conta è il netto. La prossima volta che leggi una cifra record, chiediti quanto resta davvero al club.
Ricevila ogni martedì
Analisi, non rumore. Iscriviti gratis e ricevi anche il prossimo numero, prima di una riunione.
Una email a settimana. Niente spam, disiscrizione in un clic.